In una delle fredde notti di febbraio, la comunità di Melissano si riunisce attorno ad un falò, organizzato diversi giorni prima. E' questo un momento di importante tradizione e di socialità tra i vari rioni che si ritrovano davanti alla grandezza del fuoco, legato all'atavico rito di purificazione e tra l'altro collegato alla festa della Candelora (2 febbraio). A Melissano esistevano anche altri falò legati ai santi, tra cui quello di San Giuseppe (19 marzo), ormai scomparso.
Nel periodo della quaresima, un pupazzo adornava le antiche case del centro antico di Melissano. Era la Caremma, dalle sembianze orribili, a ricordare il periodo di penitenza a cui era sottoposta la comunità dopo i fasti del carnevale. Il pupazzo recava un arancio con sette penne che rappresentavano le sette settimane della quaresima: ogni volta che scorreva una settimana, se ne eliminava una. Nella vigilia o giorno di Pasqua, la caremma veniva bruciata.
Tante erano le iniziative legate alla festa patronale di Melissano. Da qualche decennio è scomparsa purtroppo la corsa coi sacchi e la caratteristica cuccagna, che consisteva nel raggiungere la vetta di un palo (dove erano collocati di solito insaccati e formaggi) unto di grasso.