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Melissano nelle nuove Zone Economiche Speciali approvate dalla Regione Puglia.

L’inserimento del Comune di Melissano nella Zona Economica Speciale “ZES”, denominata "Adriatica", determina la possibilità per le imprese del territorio comunale di sfruttare importanti agevolazioni fiscali e di beneficiare delle rilevanti semplificazioni di carattere amministrativo e burocratico.La Giunta regionale ha approvato, nei giorni scorsi, i Piani di Sviluppo Strategico per la costituzione delle Zone Economiche Speciali,con le relative perimetrazioni delle aree interessate, ne fanno parte il polo di Lecce (con le aree ASI di Lecce-Surbo, Galatina-Soleto, Nardò-Galatone, le zone industriali di Casarano e Matino ed il Centro Intermodale di Melissano).

Dettagli della notizia

L'Amministrazione comunale di Melissano, tramite l'Assessorato allo Sviluppo Economico e lo Sportello Unico per le Attività Produttive, si è adoperata fin dall'inizio, collaborando con i Comuni vicini, in particolare con il Comune di Casarano, nella redazione del progetto di fattibilità, nel quale è stata dimostrata l'appetibilità dal punto di vista logistico-infrastrutturale del nostro territorio e della presenza di aziende rientranti nei canoni previsti dal bando regionale, la proposta è stata presentata al vaglio delle Autorità regionali per la candidatura, oggi questo importante risultato è diventato una realtà e vede quindi anche Melissano tra le Aree Economiche Speciali, che saranno sottoposte alle agevolazioni tra cui: attrarre investitori, mettere in moto lo sviluppo economico utilizzando la leva dei porti, retroporti ed interporti ed inoltre offrire agevolazioni alle imprese.
La ZES, infatti, offre sconti doganali e fiscali per l’export, accelera le procedure burocratiche e attrae gli investimenti produttivi soprattutto attraverso il credito d’imposta per macchinari, impianti ed attrezzature e aiuti all'export, mettendo in moto un meccanismo di interesse per le piccole, medie e grandi imprese. A disposizione delle ZES, vi è una dote importante messa a disposizione dallo Stato tramite il ministero per il Mezzogiorno che sarà finanziariamente alimentato sia dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione dell’Unione Europea le cui disponibilità sono rilevanti, sia dall’intervento del sistema bancario a favore delle imprese. Infatti giorni fa, il Banco Napoli-Intesa ha presentato l’accordo con le Autorità portuali di Napoli e Taranto col quale si offre, a supporto alle imprese che investiranno nelle ZES pugliesi, un plafond di 1,5 miliardi di euro.

Per intenderci, le Zone Economiche Speciali (ZES) sono aree geografiche circoscritte nell’ambito delle quali l’Autorità governativa:
- applica una legislazione economica differente rispetto a quella applicata nel resto del Paese;
- offre incentivi a beneficio delle aziende, attraverso strumenti di agevolazioni fiscali/finanziarie e semplificazioni amministrative.
L’Ocse ha identificato quattro diversi tipi di zone economiche speciali:
- le “zone di libero scambio” (free trade zone), presso i porti e gli aeroporti, che offrono esenzioni parziali o totali sui dazi all’import o all’export di quei beni che vengono riesportati;
- le “export processing zone”, che agevolano sì la riesportazione dei beni, ma solo di quelli che, venendo lavorati in loco, assumono un significativo valore aggiunto;
- le “zone economiche speciali vere e proprie”, che offrono appunto un pacchetto variegato di incentivi, agevolazioni e semplificazioni amministrative alle imprese che stabiliscono lì la propria sede;
- le “zone speciali industriali”, che limitano le agevolazioni a un settore specifico (spesso si tratta del tessile, oppure dell’Ict) per il quale costruiscono anche infrastrutture ad hoc.
Attualmente, secondo i dati della Banca Mondiale, nel mondo si contano quasi 4mila Zone economiche speciali, il 43% delle quali sono in Asia; l’Europa ne ospita circa il 20% (ad es. Lettonia, Spagna, Gran Bretagna e Croazia), con la Polonia in prima fila tra i Paesi dove ne nascono di più (circa 14).  Cina e a Dubai sono comunque gli esempi più noti.

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