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Stemma

Lo stemma civico di Melissano rappresentante un carrubo, non fu più usato a partire dagli anni trenta, nè fu sostituito, per cui, dimenticato il simbolo originario, il Comune si ritrovò senza emblema.
Nel 1952, l'Amministrazione Provinciale chiese la riproduzione dello stemma melissanese e quindi il sindaco, avv. Elio Santaloja, scrisse al prof. Luigi Corvaglia, "appassionato cultore di storia del Salento", per avere notizie in merito.

Il Corvaglia, così rispose il 27 febbraio dello stesso anno: "Caro Elio, lo stemma che ha Melissano è quello di Casarano. Quando il paese fu eretto a Comune autonomo (1923), i Commissari (io, l'avv. Felice Panico e il dott. Vito Caputo) chiedemmo alla Prefettura l'autorizzazione ad assumere come stemma questa impresa: un cespuglio di melissa in fiore, su cui un'ape si libra cogliendo il polline; intorno in cartiglio la scritta: "APIS NON VESPA". Che il motto non piaceva per il suo mordente, proponemmo in subordine un tratto latino dell'ape oraziana. Ma a quei tempi montava la marea fascista e la Prefettura bocciò la proposta in odium auctoris.

Così restò l'impresa casaranese della quercia , con la serpe che sale per il tronco, vieto il motivo dell'iconografia araldica italiana. "Impresa cesarea" secondo i facili etimi che ritrovano Cesare alle origini del paese di Papa Tomacelli, Ottaviano a quelle di Taviano, Eraclio a quelle di Racale e sciolgono i prae-siccum Presicce, in ricca d'acqua Acquarica, o appiccarono le ali ad Alliste, marchianamente ignorandone l'origine greca della bellissima, rimasta nel nome dialettale "Kaddhiste", ecc... Per l'impresa di Casarano c'è però un'altra versione meno aulica. Essa trae l'etimo del gergo, per metatesi, da casara, alias sacara, il che spiegherebbe la presenza, nello stemma, della serpe che monta per raggiungere i nidi della chioma dell'albero. Se così fosse, bisognerebbe conservare quest'"impresa" ch'è così congeniale anche a Melissano, per via del rettile.

Caro Elio, sorvola su questa nota che, a dirla col De Bonald, mi suggerisce "La collera dell'amore" verso il mio paese natale, sempre e ancora a me diletto, ma purtroppo così remoto da come io l'avrei voluto. E se ti riesce, ridai pure a Melissano uno stemma suo; ma soprattutto, come altra volta ebbi ad augurarti, avvaliti dello stato di grazia in cui ci sei, giovane, intelligente, intrepido, per risvegliare intorno a te la gioventù non ancora decrepita e ridare al paese la sua tradizione di serietà, di onestà e di intelligenza operosa."

Ma solo nel 1958 l'Ammistrazione comunale si occupò del "Riconoscimento dello stemma civico e del Gonfalone Municipale" predisposto dallo studio raraldico di Genova. Il sindaco Arturo Giuranno, infatti, riferì ai consiglieri che "il Comune di Melissano, autonomo dal 1° gennaio 1923, non ha ancora nè lo stemma civico nè il gonfalone municipale e pertanto propone di adottare una stemma dalla seguente blasonatura: "di azzurro, all'ape di oro, accostata da tre carrube (melissa), due ornate in capo e una in punta dello scudo, e un gonfalone dai seguenti segni esterni: " di azzurro, caricato dell'arma sopra descritta. Passa ad illustrare i precedenti storico-coreografici, ponendo in risalto, come la denominazione del paese (Melissano) nasca dalla collatura della melissa quivi preesistente, avanti che vi fossero edificati i primi abituri che a poco a poco, anche per la fertilità del terreno, crebbero dando vita a un popolo laborioso e parco. Dice ancora che la melissa è un erba avidamente ricercata dalle api, donde l'origine del progetto araldico stesso".

Uno stemma civico, quindi, che solo indirettamente si richiama al nome del paese; l'ape, infatti, viene rappresentata perchè "ricerca avidamente la melissa", mentre, se effettivamente il toponimo "Melissano" deriva da questa pianta, sarebbe stato più opportuno aderire alla proposta del Corvaglia o, meglio ancora, ritornare all'emblema originario della Frazione. I consiglieri, comunque, approvarono all'unanimità la relazione del sindaco, adottando il progetto araldico così come predisposto.

Testo tratto da "Melissano -società economia e territorio fra '800 e '900" di F. Scozzi

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